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casiamo quadrilocale moscova

Spazi per Crescere in Zona Moscova

Un quadrilocale in zona Moscova completamente ristrutturato per una famiglia che cercava spazi distinti ma connessi. Cucina verde salvia separata ma luminosa grazie a una vetrata, due camere ampie di cui una con bagno privato, materiali naturali come parquet e cotto, e una palette di bianchi e verdi che crea un'atmosfera calda e contemporanea.

Quando una famiglia cerca lo spazio giusto

Elena e Marco avevano due figli, otto e cinque anni. Stavano stretti nel loro bilocale in periferia. Ogni giorno era una battaglia logistica. I bambini che studiavano sul tavolo della cucina mentre loro cercavano di preparare la cena. Nessuno spazio proprio, nessun angolo dove rifugiarsi quando serviva.

Avevano risparmiato per anni. E quando avevano trovato quel quadrilocale in zona Moscova, avevano capito che era il momento giusto.

"Vogliamo che i bambini abbiano le loro camere" aveva detto Elena al primo sopralluogo. "E vogliamo una cucina dove cucinare davvero, non un angolo cottura. Ma non vogliamo sentirci isolati quando siamo in cucina. Vogliamo vedere i bambini che giocano in salotto, sentirci parte della famiglia anche quando prepariamo da mangiare."

Marco aveva aggiunto un'altra richiesta. "La camera nostra deve avere un bagno. Con due bambini che fanno la fila per lavarsi i denti la mattina, serve un secondo bagno che sia solo nostro."

Budget disponibile oltre i 60.000 euro. Tempo 5-6 mesi, perché il contratto d'affitto del loro bilocale scadeva e non volevano rinnovare.

Il sopralluogo e l'equilibrio tra separazione e connessione

L'appartamento richiedeva una ristrutturazione totale. Ma le richieste di Elena e Marco erano chiare fin dall'inizio.

Volevano una cucina separata, perché con due bambini in casa serviva uno spazio dove poter cucinare senza avere giocattoli sparsi ovunque. Ma non volevano una cucina chiusa, buia, dove chi cucina è tagliato fuori dalla vita familiare. Volevano luce, connessione visiva, la possibilità di vedere cosa succedeva nel living anche mentre preparavano da mangiare.

Due camere ampie per i bambini. Una camera matrimoniale con bagno privato. Un secondo bagno per i bambini. Materiali naturali, colori caldi ma non infantili, perché quella casa doveva funzionare per almeno dieci anni, fino a quando i bambini non sarebbero diventati adolescenti.

"Non vogliamo una casa che tra tre anni ci sembri datata. Vogliamo qualcosa che invecchi bene, che cresca con noi."

La progettazione tra funzionalità e atmosfera

L'architetto ha lavorato su un'idea precisa. Creare separazione senza isolamento. Definire gli spazi senza chiuderli.

La cucina è diventata il cuore del progetto. Non open space, perché Elena e Marco volevano che fosse un ambiente a sé. Ma non chiusa da un muro pieno. Al suo posto, una vetrata con profili neri che separa la cucina dal living mantenendo la connessione visiva e lasciando passare la luce. Chi cucina può vedere i bambini che giocano sul divano. Chi è in salotto può vedere che la cena è quasi pronta.

La cucina stessa è diventata verde salvia. Non un verde brillante, ma un verde naturale, bosco, che richiama la natura senza essere invadente. Isola centrale bianca con piano di lavoro bianco. Pensili bianchi sopra che alleggeriscono. Pavimento in parquet rovere che continua dal living, creando continuità materica anche se gli spazi sono separati.

Il living bianco e luminoso. Mensole verdi laccate a giorno che riprendono il colore della cucina. Tavolo da pranzo in legno scuro con sedie nere. Divano marrone/grigio. Binario nero a soffitto con faretti orientabili che illuminano dove serve.

La camera matrimoniale con un grande armadio beige/taupe con ante lisce e maniglie illuminate verticalmente. Illuminazione integrata che non serve solo a vedere, ma diventa elemento di design. Letto grigio, comodini semplici, pendenti sferici ai lati. E il bagno privato con piastrelle bianche texturizzate a onde su tutte le pareti, pavimento in cotto terracotta, mobile verde sospeso, specchio tondo grande, rubinetteria nera opaca, termoarredo nero. Doccia walk-in con vetro trasparente.

La seconda camera, più piccola ma funzionale, con letto singolo e armadio coordinato. Pronta per ospitare uno dei bambini, con spazio per crescere.

Il secondo bagno con lo stesso schema. Piastrelle bianche texturizzate, cotto a terra, sanitari bianchi, rubinetteria nera. Uno spazio che i bambini potevano usare senza invadere quello dei genitori.

L'idea era semplice. Creare una casa dove ogni membro della famiglia avesse il suo spazio, ma dove nessuno si sentisse isolato. Dove la cucina fosse separata ma connessa. Dove i materiali naturali - parquet, cotto, legno - creassero calore senza essere banali.

Il contratto e la garanzia dei tempi

Elena e Marco avevano una richiesta chiara. "Tra sei mesi dobbiamo lasciare il nostro appartamento. Se non siamo pronti, restiamo senza casa con due bambini."

Contratto firmato con tempistiche precise e penali in caso di ritardo. Costi bloccati a 72.000 euro. Un referente unico che coordinava tutto. La garanzia che se qualcosa non fosse stato come da progetto, sarebbero stati rimborsati.

Perché ristrutturare con due bambini non è come ristrutturare da single. Ogni giorno di ritardo significa stress, organizzazione complicata, soldi spesi per soluzioni temporanee. Non puoi permetterti ritardi quando hai una famiglia che ti aspetta.

I lavori tra precisione e cura

Ristrutturazione totale. Creazione del secondo bagno nella camera matrimoniale, installazione della vetrata tra cucina e living, cucina su misura con isola verde salvia, parquet in rovere su tutto l'appartamento, bagni con piastrelle texturizzate e cotto, armadi su misura con illuminazione integrata, rifacimento completo degli impianti.

La vetrata tra cucina e living ha richiesto una progettazione precisa. Profili neri sottili, vetro temperato, apertura scorrevole per quando serviva passare piatti o bicchieri senza fare il giro. Un elemento che divideva senza chiudere.

La posa delle piastrelle texturizzate nei bagni. Ogni piastrella allineata perfettamente per far emergere l'effetto onda. Il pavimento in cotto posato a mano, fughe precise, trattamento finale che lo rendeva resistente all'acqua.

Elena e Marco seguivano tutto dall'app. Foto quotidiane, aggiornamenti sui lavori, la possibilità di vedere l'appartamento prendere forma anche quando erano al lavoro o con i bambini.

A un certo punto Elena ha scritto un messaggio. "Non vediamo l'ora di entrare. I bambini chiedono ogni giorno quando sarà pronta la loro nuova casa."

Il risultato, una casa che cresce con la famiglia

Dopo 5 mesi e mezzo, l'appartamento era pronto.

Elena e Marco sono entrati con i bambini. I due piccoli sono corsi subito a vedere le loro camere. Volevano decidere quale delle due sarebbe stata di chi. Il più grande ha scelto quella con l'armadio più grande. Il più piccolo quella con la finestra che dava sul cortile interno.

Elena è entrata in cucina. Verde salvia, luminosa, con l'isola centrale dove poter preparare da mangiare guardando verso il living. La vetrata che separava ma lasciava passare luce e sguardi. Ha sorriso. "Finalmente una cucina dove cucinare davvero."

Marco ha visto la camera matrimoniale con il bagno privato. L'armadio illuminato, il bagno con le piastrelle texturizzate che sembravano onde, il cotto caldo sotto i piedi. "Non ci sembra nemmeno di essere a Milano. Sembra un hotel."

Il living con il parquet che correva ovunque, le mensole verdi che davano carattere senza appesantire, il tavolo dove finalmente avrebbero potuto mangiare tutti insieme senza essere stretti.

Cosa ha fatto la differenza

Quando hanno ricevuto le chiavi, Elena ha detto una cosa semplice. "Finalmente abbiamo spazio per respirare. E per crescere."

Il valore del progetto non è stato solo tecnico. È stato capire che quando una famiglia ristruttura, non cerca solo metri quadri. Cerca spazi che funzionino. Una cucina dove poter cucinare senza sentirsi tagliati fuori. Camere dove i bambini possano avere il loro spazio. Un bagno privato dove i genitori possano ritrovarsi. Materiali naturali che creino calore senza essere banali.

La vetrata che separa la cucina mantenendo la connessione. Il parquet che corre ovunque creando continuità. Il cotto nei bagni che scalda anche d'inverno. Le piastrelle texturizzate che trasformano un bagno standard in qualcosa di speciale. Gli armadi con illuminazione integrata che non sono solo contenitori ma elementi di design.

Gli elementi che hanno reso possibile questo risultato? Ascoltare quando hanno detto "vogliamo una cucina separata ma non isolata". Progettare la vetrata come soluzione intelligente. Scegliere materiali naturali che invecchiano bene. Curare i bagni con la stessa attenzione del living. Rispettare i tempi, perché ogni giorno di ritardo significava stress per tutta la famiglia.

La lezione

Ristrutturare per una famiglia è diverso da qualsiasi altro progetto.

Non serve il design esasperato. Serve la funzionalità che migliora la vita quotidiana. La cucina dove cucinare vedendo i bambini giocare. Le camere dove ognuno ha il suo spazio. Il bagno privato che salva i matrimoni. I materiali naturali che creano atmosfera senza sforzo.

L'errore più grande sarebbe stato fare un open space totale o chiudere la cucina con un muro pieno. Il segreto è stato trovare la via di mezzo. Separare senza isolare. Connettere senza confondere.

Un buon progetto di ristrutturazione per famiglie non si vede dal numero di stanze. Si sente dalla qualità della vita che permette di vivere ogni giorno.

Anche quando quella qualità passa attraverso una vetrata nera tra cucina e living, e un pavimento in cotto che scalda i piedi nudi al mattino.

Immagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto CasiamoImmagine della galleria progetto Casiamo

Dettagli progetto

Luogo
Milano
Superficie
Quadrilocale
Tipo ristrutturazione
Totale
Fascia prezzo
60k+
Tempistica
Entro 6 mesi

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